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domenica, 22 aprile 2007,11:30

Quando parliamo di Etica, e quindi di pensieri ed emozioni riguardo al Giusto comportamento (giuste parole e giuste azioni), dobbiamo distinguere tra il comportamento da tenersi nella sfera privata o non legale ed il comportamento da tenersi nella sfera pubblica o legale.

 

E' l'esistenza di una Legge coercitiva che crea cioè la distinzione privato/pubblico. E la "misura del comportamento" nei due casi può essere anche molto diversa in presenza di una Legge. In questo articolo intendiamo ora definire quale sia la misura del comportamento in ambito privato ed in ambito pubblico.

 

Nella cultura moderna vi è a nostro avviso una concezione errata della distinzione privato/pubblico. E l'origine di tale confusione deriva dalla presenza di una Legge basata sul Diritto. In presenza del Diritto, l'unità di misura del comportamento è la qualità della Libertà; mentre in presenza del Dovere, l'unità di misura del comportamento è la qualità del Rispetto. Creando una società basata sul Diritto, ci si focalizza sulla qualità della Libertà trascurando la qualità del Rispetto. E non può che essere così, dato che il Dovere è sottostante al Diritto e non viceversa.

 

Tale trascuratezza della qualità del Rispetto, crea una concezione di privato e pubblico alquanto particolare: è privato il comportamento in cui si è "liberi dalla Legge"; è pubblico invece il comportamento in cui si è "liberi nella Legge". E tale concezione della Libertà come qualità a sé stante e non come forza limitata dal Rispetto ed in continuo gioco di forze con esso, ebbene tale concezione favorisce un utilizzo egoistico sia della Legge (situazione pubblica) sia della mancanza della Legge (situazione privata). Venendo cioè meno la comprensione che il Diritto di Libertà è una conseguenza del Dovere di Rispetto e non una forza originaria essa stessa, viene di conseguenza meno la comprensione che la limitazione della Libertà non deve essere intesa come una coercizione dall'esterno bensì come una coercizione interiore nell'animo di ogni singolo individuo.

 

Qualora si comprenda che il Dovere di Rispetto è sottostante al Diritto di Libertà, ne deriva una concezione di privato e pubblico differente: è sia privato sia pubblico il comportamento in cui si è "rispettosi della Legge". In tale circostanza, quindi, non esiste nemmeno l'idea che un qualche comportamento non debba essere rispettato per Legge, sia questa Legge interiormente compresa e fatta propria oppure pubblicamente regolata. Nella Legge basata sul Dovere, cioè, non esistono situazioni in cui si è liberi di fare quello che si vuole senza considerare se si manca o meno di Rispetto a qualcosa o a qualcuno. Ed è così proprio perché ogni comportamento è in tal caso basato sul Dovere di Rispetto, il quale ha priorità assoluta sul Diritto di Libertà.

 

Anche in una società in cui vi è una Legge basata sul Diritto, è possibile allineare etica privata ed etica pubblica dentro di sé affinché entrambe siano basate sul Dovere. E tutto ciò nel Rispetto della stessa Legge basata sul Diritto, ma con il Dovere di impegnarsi a modificarla qualora sia in contrasto con la Legge basata sul Dovere.

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domenica, 22 aprile 2007,11:16

Nel precedente articolo abbiamo definito la Metafisica dell'Etica come l'insieme dei pensieri ed emozioni che ognuno di noi ha riguardo al Giusto comportamento che è corretto tenere, sia verso se stessi sia verso ciò che è altro da sé. L'Etica è Metafisica, quindi, perché l'oggetto che tratta sono pensieri ed emozioni. Tuttavia essa è anche Fisica (nel senso di Immanente), perché i pensieri e le emozioni riguardano un comportamento concreto (parole ed azioni).

 

L'Etica è una misura qualitativa, in particolare una misura del comportamento. Tuttavia non sempre è una misura convenzionale: ogni persona infatti ha dei propri pensieri ed emozioni su quali siano i comportamenti Giusti, nella parola e nell'azione. E' vero altresì che esistono concezioni di Etica di gruppo, quali quelle culturali e religiose. E soprattutto che esiste nelle società avanzate una "misura del comportamento" convenzionalmente accettata, ossia il Diritto o Legge. Tuttavia tale Legge non è un vero Valore, e di conseguenza nemmeno una vera Legge (vedi Vero Valore e Vera Legge). La vera Legge (e quindi la vera Etica) si basa sul Dovere e non sul Diritto.

 

Esiste tuttavia una misura del comportamento oggettiva? Se esiste, non può che essere quella misura che comprende tutte quelle possibili e soggettive. Essa non può che essere l'Etica del Creatore di Tutto Ciò che E', ossia l'Etica di Dio. Ed in che modo si può conoscere tale Etica?

 

Essendo l'Etica di Dio per definizione la vera Etica, essa non può che essere ri-conosciuta allo stesso modo in cui si riconosce la vera Legge: comprendendo quali siano i veri Doveri. I quali, come detto nel precedente articolo, non possono essere compresi (proprio perché di natura spirituale) se non attraverso la propria evoluzione spirituale ed il conseguente aumento della consapevolezza della propria natura divina (e di conseguenza, della natura di Dio e quindi anche della sua Etica). 

 

La vera Etica è quindi, in sintesi, l'insieme dei Doveri e dei conseguenti Diritti che si basano sul ri-conoscimento del vero Valore di ogni singolo Essere: la sua natura divina, in quanto parte della creazione di Dio. Nella vera Etica, etica privata ed etica pubblica vengono a coincidere in quanto i Doveri ed i Diritti vengono completamente compresi e fatti propri interiormente da ogni singola persona senza bisogno di alcuna Legge coercitiva che li imponga. E' questa vera Etica che dobbiamo cercare di portare nelle nostre società, e come detto l'unico modo per farlo non è inculcare coercitivamente nuove credenze da rispettare bensì supportare la naturale comprensione della vera Legge divina attraverso l'evoluzione spirituale.

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